Yokainoshima, gli spiriti del Giappone

7 luglio 2018 - 25 agosto 2019

 
 
 
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La mostra

In Giappone, divinità ed esseri soprannaturali sono onnipresenti. Durante tutto l’anno, in occasione dei rituali che prevedono l'utilizzo di maschere, indossare travestimenti permette di invocarli per chiedere loro protezione, ricchezza e felicità. La mostra traccia un legame tra le fotografie contemporanee di Charles Fréger, le quali permettono di accedere a una vasta quantità di personaggi e creature mascherati rituali, e le collezioni giapponesi del museo.

Lasciatevi guidare in quest’isola popolata da spiriti e mostri, dalle basi delle spiritualità giapponesi fino alle pratiche odierne quali i manga, i cosplay o i videogiochi.

La mostra s’iscrive nell’ambito delle commemorazioni franco-giapponesi e del programma associato “Japonismes 2018”

 
 
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Charles Fréger - ritratti fotografici e uniformi

Dall’inizio degli anni 2000 Charles Fréger lavora girando il mondo su delle serie di ritratti all’interno di gruppi, tutti impegnati in un approccio di appartenenza a un collettivo: studenti, sportivi, legionari, majorette, associazioni per la difesa della cultura bretone.

Nel 2013, appena conclusosi il suo viaggio europeo alla ricerca di travestimenti folcloristici invernali (Wilder Mann), Charles Fréger intraprende una campagna fotografica che esplora le maschere, i costumi e i personaggi rituali giapponesi. È proprio questa l’essenza di Yokainoshima: attraverso l’inventario di tali personaggi mascherati, dipingere la campagna giapponese, le tradizioni che scandiscono la vita degli abitanti e della terra che solcano e lavorano.
Yokainoshima è un titolo inventato dall’artista, traducibile con “isola degli spiriti e dei mostri”; l’opera fa riferimento alle entità soprannaturali che ci circondano e che producono misteriosi fenomeni.

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la collezione giapponese del Musée des Confluences

Le collezioni giapponesi del Musée des Confluences sono il frutto di quattro collezioni costitute nel corso del 19° secolo: il fondo del Museo nazionale di storia naturale di Parigi, quello del Museo Guimet di Lione, i depositi del Museo nazionale delle arti asiatiche – Guimet di Parigi e il deposito delle Pontificie Opere Missionarie di Lione.

Nel 1876, il lionese Émile Guimet (1836-1918) compie un viaggio di tre mesi in Giappone, nell’ambito di una missione scientifica sullo studio delle religioni e finanziata dal Ministero della pubblica istruzione francese. Fa ritorno in patria con un’importante collezione d’arte buddista: 300 dipinti, 600 sculture e 1.000 libri risalenti al 18° e 19° secolo. La raccolta di Émile Guimet è considerata a tutti gli effetti all’origine delle collezioni giapponesi del museo.

Esplorando le collezioni della mostra, scoprirete un insieme di armature da samurai, lacche, ceramiche, maschere Nō, ritratti di monaci, e altro ancora. Aprite bene gli occhi e le orecchie: ogni singolo oggetto ha una storia da raccontare...

 

 

 
 

Il percorso della mostra

Accolti dal potente suono del tamburo taiko, penetrerete in un universo onirico, ispirato al teatro giapponese. Al centro della sala, un tempio di colore rosso domina la mostra. Tutt’intorno a voi, riecheggiano racconti giapponesi messi in musica. Lungo le pareti, quasi 80 fotografie di Charles Fréger dai colori scintillanti si impongono alla vista, e sono messi in scena più di 200 oggetti da collezione. Benvenuti alla mostra Yokainoshima, gli spiriti del Giappone

 
 
 
 
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Invocazioni

Per ottenere una guarigione, prosperità o protezione dalle forze del male, i Giapponesi ricorrono quotidianamente alla moltitudine di divinità e spiriti che popolano il loro folclore. Li invocano attraverso offerte (ex voto, amuleti, bastoncini d’incenso per le preghiere) e nel corso di riti, eseguiti a casa propria o mediante la visita ai tempi e santuari.

 
 
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I demoni

Considerati forze misteriose e nefaste, le creature demoniache sono temute in quanto possono provocare diversi tormenti: morte violenta, guerre, malattie. Durante la notte di Setsubun il 3 febbraio, i demoni oni, specie di orchi dotati di corna e denti appuntiti, scendono tra gli uomini per divorarli e causare loro malattie. Per scacciarli, i Giapponesi lanciano in aria dei fagioli e praticano esorcismi.

 
 

Incarnazioni

Nel corso dei numerosi spettacoli e cerimonie tradizionali, le divinità invocate s’incarnano in esseri umani o in oggetti. Le maschere e i costumi sono essenziali per il corretto svolgimento di tali riti di possessione. Permettono infatti ai loro interpreti di trasformarsi nello spirito incarnato, sia esso divinità o demone, mimandone i gesti in base a codici ben identificati dalla comunità.

 
 
 
 
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I namahage

Il rito del Namahage si svolge ogni 31 dicembre in 80 villagi della penisola di Oga. I Namahage sono deglo dei "invitati" per il capodanno. Scendono dalle montagne per fare visita alle case, ammonire i bambini e "demonizzare" la pigrizia. Se ne vanno solo dopo essere stati dai padroni di casa. La loro visita è di buon augurio per l'anno appena nato.

 
 

Interpretazioni

L’interpretazione dell’attore nell’arte del è diversa dalle incarnazioni di divinità nel corso di celebrazioni e rituali tradizionali con maschere; la pratica del deriva da tali eventi spirituali, ma la recitazione dell’attore va oltre l’imitazione dei gesti di uno spirito stabiliti dalla comunità: racconta una storia in modo personale e creativo. Questa forma teatrale contribuisce a placare le anime dei defunti e a divertire le divinità.

 
 
 
 
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L'arte del

Una rappresentazione del Nō dura da 5 a 6 ore ed è costituita da cinque momenti teatrali intervallati da rappresentazioni di un’altra forma di teatro comico, il kyōgen. .

 
 
 

Informazioni pratiche

 

 
 
 
 
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ORARI
Il martedì, mercoledì e giovedì dalle 11 alle 19
Il giovedì dalle 11 alle 22
Il sabato, domenica e i giorni festivi dalle 10 alle 19

Giorni di chiusura
Il lunedì e il 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre
La biglietteria chiude alle ore 18:15 | il giovedì alle ore 21:15

TARIFFE
Mostre permanenti e temporanee: biglietto unico, valido un giorno

  • Adulti biglietto intero – 9 €

  • Adulti biglietto ridotto – 9 €

  • Adulti dalle ore 17 – 6 €

  • Giovani lavoratori 18-25 anni – 5 €

  • Bambini e ragazzi -18 anni – Gratuito

  • Studenti -26 anni – Gratuito

INFORMAZIONI
Tel. +33 (04)4 28 38 12 12
Email : contact@museedesconfluences.fr

 

ACCESSO
Musée des Confluences
86 quai Perrache, Lione 2e

  • Entrata principale (Cristal): visitatori singoli e gruppi in visita libera
  • Entrata gruppi (a destra della scala principale): gruppi con guida, visitatori a mobilità ridotta, accesso famiglie con passeggini
  • Entrata Auditorium (lato Rodano): accesso diretto in occasione di spettacoli, conferenze e manifestazioni. Apertura delle porte dell’edificio un’ora prima della rappresentazione. Apertura della sala 20 minuti prima della rappresentazione.

TRASPORTI
Fermata « musée des Confluences »
Tram— Line T1
Autobus— C7, C10, 15, 63
Automobile— Parcheggio Musée des Confluences
Convalidare il tagliando del parcheggio al museo!
Parcheggio Tony Garnier
Car sharing! Appuntamento sul sito www.covoiturage-grandlyon.com
Vélov'— Stazione sul piazzale del museo